Revocata la concessione per il ‘bingo’ alla società il cui legale rappresentante è indagato per reati fiscali

Ulteriore elemento richiamato dai giudici, poi, la misura cautelare del sequestro preventivo sulle somme - quasi 4.400.000 euro - nella disponibilità della società

Revocata la concessione per il ‘bingo’ alla società il cui legale rappresentante è indagato per reati fiscali

Legittima la decisione della Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di dichiarare la decadenza della società dalla concessione per l’esercizio del ‘bingo’ se il legale rappresentante della società è indagato per reati fiscali. Questo il paletto fissato dai giudici, i quali hanno, nel caso specifico preso in esame, confermato l’atto fondato sulla documentazione, trasmessa dalla ‘Guardia di Finanza’ all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, in cui veniva segnalato che il legale rappresentante della società titolare della concessione per l’esercizio del ‘bingo’ era indagato per il reato di indebite compensazioni in relazione all’utilizzo fraudolento di modelli F24. Ulteriore elemento richiamato dai giudici, poi, anche la misura cautelare del sequestro preventivo sulle somme - quasi 4.400.000 euro - nella disponibilità della società. I giudici osservano a carico della società risultano indebite compensazioni, per le quali è stata la stessa società, nel presentare istanza di riesame della posizione, ad affermare l’avvenuta compensazione per somme eccedenti il debito erariale. Tale circostanza palesa, in senso oggettivo, la sussistenza di una grave violazione della normativa tributaria a carico della società, violazione non occasionale, peraltro, giacché collegata all’assolvimento ordinario degli obblighi tributari della società per ben due annualità e, quindi, all’attività esercitata. (Sentenza 6315 del 12 aprile 2023 del Tribunale amministrativo regionale del Lazio)  

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