Vietati ai docenti universitari gli incarichi anche in società a scopo di lucro: questione affidata alla Corte Costituzionale
Dubbi sulla legittimità della normativa, soprattutto perché solo ai docenti delle Università libere è consentito svolgere incarichi anche in società a scopo di lucro qualora tali incarichi consistano in quello di amministratore indipendente
Patata bollente affidata ai giudici della Corte Costituzionale, chiamati a pronunciarsi sulla legittimità della norma che non consente ai docenti universitari lo svolgimento di incarichi anche in società a scopo di lucro. A sollevare la questione sono stati i giudici del Tribunale regionale di giustizia amministrativa di Trento, trovatisi a prendere in esame l’istanza avanzata da un docente universitario e mirata ad ottenere l’annullamento del provvedimento del Rettore dell’Università con cui gli è stata negata l’autorizzazione allo svolgimento dell’incarico extraistituzionale di componente del consiglio di amministrazione di una società in qualità di amministratore indipendente. Per i giudici amministrativi è rilevante e non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale della normativa che non consente ai docenti universitari lo svolgimento di incarichi anche in società a scopo di lucro, atteso che non è dato rilevare, quanto alla figura dei docenti universitari, diversità tali da poter ragionevolmente giustificare che ad alcuni di essi, tra l’altro numericamente inferiori all’interno della complessiva categoria del corpo accademico (segnatamente, i docenti delle Università libere) sia consentito svolgere incarichi anche in società a scopo di lucro qualora tali incarichi consistano in quello di amministratore indipendente, mentre ad altri (ossia ai docenti delle Università statali, e cioè alla parte numericamente preponderante del corpo accademico italiano) tale facoltà non sia permessa. (Ordinanza 43 del 20 marzo 2023 del Tribunale regionale di giustizia amministrativa di Trento)